Da Lobby ad Hobby

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Campagna di possesso ed al porto delle armi da fuoco:" Vergogna, Sfiducia, Disonore, Disarmato

Quando la Lobby diventa un Hobby non è una trasformazione di parola o di significato, semplicemente diventano l’una prolungamento dell’altra…Cose che non avremmo mai voluto sentire dire, ma questo è il mondo? Queste sono le cose che credevamo appartenessero al medioevo? O ci dobbiamo solo svegliare da un brutto sogno?

UNA CRONACA
Ventisette vittime, di cui 20 bambini. È il bilancio, terribile, e ancora provvisorio, della strage che ha sconvolto ieri, 14 dicembre, gli Stati Uniti. Dentro a una scuola elementare di Newtown, nel Connecticut. Il killer: un ragazzo di 20 anni, Adam Lanza. Poco dopo le nove locali (le 15 in Italia), Ryan Lanza è entrato nella Sandy Hook Elementary School, sparando almeno cento colpi.

IL PARADISO PERDUTO
Dunque non c’è rifugio. L’orrore ti raggiunge anche nel posto più protetto dove potevi nasconderti, anche nel Connecticut dove arrivano le famiglie newyorkesi in un tragitto che da queste parti tutti conoscono bene: ci si innamora a Manhattan, ci si trasferisce a Brooklyn col primo figlio, col secondo è il momento di considerare un posto come Newtown.

Newtown è un posto che si sceglie prima di tutto proprio sulla base della qualità delle scuole pubbliche, e quelle buone come l’elementare di Sandy Hook provocano rialzi del mercato immobiliare, soprattutto quando sono gestite da presidi bravi come Dawn Hochsprung, che è stata la prima a morire nell’atrio quando il killer ha cominciato a sparare, o da psicologhe come Mary Sherlach che è stata la seconda a cadere nell’atrio della scuola.
All’inizio si erano sentiti solo tre spari, dicono i testimoni, e in quell’attimo la tranquillità che i profughi di New York hanno cercato lontano dalla città è diventata il caos, il pulitissimo New England si è trasformato nel Colorado, di cui in Connecticut si parla la sera come di un paese straniero, quello dei redneck che vogliono girare armati.
DOMANDE
Ora che Newtown è entrata nella lista di cui fanno parte Columbine o Aurora non si può più far finta che quello delle armi a disposizione di tutti sia un problema del Far west. È un problema americano, e sarebbe ora che il presidente Barack Obama se ne facesse finalmente carico al di là delle dichiarazioni di circostanza che ha rilasciato nella briefing room della Casa Bianca, con gli occhi lucidi. «Non credo sia il giorno giusto di parlare di controllo delle armi», ha detto il suo portavoce Jay Carney rispondendo ai giornalisti. Ma se non ora, presidente, quando?

LOBBY\HOBBY
Il massacro del Connecticut è solo l’ultima di una serie di tragedie provocate anche dalla facilità di portare armi da fuoco. La produzione cresce e le ipotesi di ridimensionare questo diritto fanno schizzare in alto le vendite. Intanto 4 stati preparano una legge che permette di portare la pistola sul posto di lavoro. L’Illinois prova a fare una legge restrittiva e viene stoppato dai giudici. E la Florida sarà il primo stato ad avere a un milione di licenze concesse. Ma il tema è stato oscurato in campagna elettorale.
Obama dice di voler bandire le armi semiautomatiche, le gente correrà a comperarne prima che sia troppo tardi. E così è stato. Non è un caso che il fatturato del settore sia cresciuto in media del 10% ogni anno dal 2008, inizio del primo mandato.
La guerra la si combatte ogni giorno, sotto la pelle del paese. “Le armi non uccidono, sono le persone ad uccidere”, è la bugia che la potentissima lobby dei costruttori usa per diffondere il suo credo: garantire alle persone il diritto di possedere un’arma rende società più sicura perché funge da deterrente contro la violenza. E questa è la nostra società?

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